Oggi | 5 luglio 2018 12:35

Nuove regole per le fusioni dei Comuni

Il Consiglio regionale prova a riavviare il processo di fusione dei Comuni cambiando (ancora) le regole del gioco.

Il processo si era arenato nei mesi scorsi col fallimento di quattro operazioni sottoposte a referendum consultivo: Fosciandora-Pieve Fosciana-San Romano; Chiusi della Verna-Bibbiena-Ortignano Raggiolo; Chiusi della Verna-Chitignano-Castel Focognano ; e, poche settimane fa, la fusione fallita tra Castiglione di Garfagnana-Villa Comandina , in provincia di Lucca.

Ieri, 4 luglio, il Consiglio regionale ha dato il via (a maggioranza Pd-Mdp) al referendum per la fusione di Montepulciano e Torrita di Siena, accompagnato da un ordine del giorno che impegna l'assemblea toscana (ultimo decisore) a tenere conto non solo della volontà dei cittadini espressa con il voto, ma anche «dell'eventuale orientamento assunto dai Consigli comunali sulla base dei risultati».

L'ordine del giorno appare dunque come una modifica della risoluzione votata dallo stesso Pd nell'aprile 2016, all'indomani del referendum Abetone-Cutigliano, che consente la fusione anche se i Comuni interessati non votano a favore (cioè anche se non si raggiunge più del 50% di voti favorevoli in ciascun Comune), a patto che ci sia il "sì" del 66% dei votanti complessivi. D'ora in poi, invece, il Consiglio regionale terrà conto non solo dei voti espressi nell'urna, ma anche dell'orientamento post-referendum assunto dai Consigli comunali.

Nel caso di Montepulciano e Torrita, i due Consigli comunali hanno già indicato nelle deliberazioni pre-referendum (prese a maggioranza) che la fusione è subordinata al quorum del 50% più uno dei votanti di ciascun Comune. L'esito dell'operazione assume ancora più importanza, visto che si tratta di due Comuni che non rientrano tra quelli di minore dimensione demografica, obbligati per legge all'esercizio associato delle funzioni, e che la fusione darebbe vita a un ente da oltre 20mila abitanti, con un Consiglio comunale di sedici componenti più il sindaco, affiancato da cinque assessori.

Dal 2012 a oggi si sono svolti 26 referendum consultivi per fusioni di Comuni in Toscana. Le fusioni andate a buon fine sono state 13, che hanno fatto scendere il numero dei Comuni da 287 a 274.

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