Oggi | 4 luglio 2018 19:08

Toscana inadempiente sui tempi delle liste d'attesa


Un «inaccettabile livello di mancata trasparenza»: così la Fondazione Gimbe definisce il comportamento delle Regioni di fronte all'obbligo (previsto dal 2013) di rendere noti i tempi delle liste d'attesa delle prestazioni sanitarie.

Quell'obbligo, secondo la ricerca fatta dalla Fondazione, è «largamente disatteso, con solo quattro Regioni e la Provincia di Bolzano che mettono a disposizione del pubblico i dati completi e aggiornati». I virtuosi sono Val d'Aosta, Emilia Romagna, Basilicata e Lazio (che addirittura diffonde i dati con con cadenza settimanale). I 'bocciati' - cioè le Regioni che non forniscono alcun report - sono Campania, Molise e Toscana. In mezzo al guado gli altri: Calabria, Lombardia e Umbria rimandano ai siti web delle aziende sanitarie, senza effettuare alcuna aggregazione dei dati a livello regionale; le restanti Regioni e la Provincia autonoma di Trento rendono disponibile solo l'archivio storico sui tempi di attesa, con range temporali e frequenza degli aggiornamenti molto variabili.

«Per contrastare questo inaccettabile livello di mancata trasparenza auspichiamo che il nuovo piano nazionale per il governo delle liste d'attesa definisca criteri univoci per rendicontare pubblicamente i tempi di attesa», afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe.

Bocciata sul fronte delle liste d'attesa, la Toscana si riscatta però con le performance del servizio sanitario regionale: il rapporto del centro studi Crea Sanità dell'Università di Roma Tor Vergata, presentato oggi 4 luglio, la posiziona nel gruppo di testa: al primo posto ci sono le Province autonome di Trento e Bolzano, seguite da Toscana, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Veneto. Nell'area "critica" si trovano Sicilia, Molise, Puglia, Basilicata, Campania, Calabria. In coda la Sardegna.