Stefano Ricci supera 150 milioni di fatturato | Toscana24
Oggi | 8 giugno 2018 08:16

Stefano Ricci supera 150 milioni di fatturato

La maison fiorentina Stefano Ricci prosegue nella celebrazione delle bellezze italiche e - dopo il Castello di Sammezzano, il Vittoriale, il museo Stibbert, i Sassi di Matera e l'autodromo del Mugello - sceglie Punta Ala e l'isola di Montecristo, nell'arcipelago toscano, per ambientare e presentare la nuova collezione primavera-estate 2019, che tra pochi giorni approderà anche alla fiera Pitti Uomo.

Una collezione che «esalta nei tessuti i colori del mare, del tramonto, della roccia», spiega Filippo Ricci, direttore creativo dell'azienda di famiglia fondata dal padre Stefano, e che servirà ad alimentare un altro anno brillante per l'azienda. La previsione è di replicare la crescita del 2017, chiuso con ricavi a +14% (a cambi costanti) arrivati a 143,5 milioni e un margine operativo lordo (ebitda) del 18%. «Nei primi cinque mesi di quest'anno - spiega Niccolò Ricci, amministratore delegato e fratello di Filippo - il fatturato è cresciuto del 12,8% e ora puntiamo a chiudere il 2018 sopra i 150 milioni di euro, grazie anche ai quattro negozi che apriremo entro dicembre».

I nuovi negozi a marchio Stefano Ricci saranno a Miami, Nuova Delhi, Macao e Sochi, nella Russia meridionale, e andranno ad aggiungersi gli altri quattro aperti da inizio anno (Phnom Pehn in Cambogia, Tbilisi in Georgia, Hong Kong e il quarto negozio a Dubai). In questo modo il marchio fiorentino - che produce tutto in Italia e che ha fatto dell'artigianato di qualità la propria bandiera - arriverà ad avere 66 negozi monomarca, per metà gestiti direttamente e per metà in franchising, e 19 shop-in-shop nel mondo. Le vendite estere danno l'85% del fatturato, con la Cina come primo Paese di sbocco anche perché lì il retail è gestito direttamente. «Stiamo formando giovani per non perdere il know how accumulato in azienda - dice Niccolò Ricci - e ci diamo obiettivi di crescita sostenibile perché per fare alta qualità bisogna rispettare la filiera produttiva».