Oggi | 26 aprile 2018 22:17

Ecco il nuovo codice regionale del commercio

Maggiore discrezionalità della Regione per le grandi strutture di vendita (ma senza limiti di superficie), impulso allo sviluppo dei centri commerciali naturali, e una nuova regolamentazione per le sagre: c'è tutto questo nel nuovo codice del commercio varato dalla Giunta regionale, e presto all'esame del Consiglio.
E' un'importante delibera - sostiene il governatore Enrico Rossi - che a mio parere chiude un ciclo iperliberista contro cui noi ci siamo posti, voluto dai governi nazionali da Monti in poi, della totale liberalizzazione del rilascio delle licenze, soprattutto della grande distribuzione".
Viene infatti stabilita, secondo la Regione, una stretta connessione tra previsione urbanistica e abilitazione commerciale e, in particolare per le grandi strutture di vendita, oltre alle valutazioni di sostenibilità urbanistico/ambientale dell'area di insediamento effettuate in sede di conferenza di copianificazione, viene reintrodotto il ruolo regionale nel momento della valutazione del progetto.
Non del tutto soddisfatte le associazioni di categoria regionali: se il nuovo codice "ristabilisce le regole della competizione nel mercato", affermano Anna Lapini (Confcommercio) e Nico Gronchi (Confesercenti), invece l'assenza del limite dei 15mila metri quadrati di superficie commerciale previsto ora per le grandi strutture di vendita "sconfessa le linee guida che fino ad oggi avevano orientato lo sviluppo della grande distribuzione in Toscana", lamentano i due, secondo cui in questo modo "si aprirebbe la strada a strutture commerciali immense, veri e propri 'mostri' di dimensione spropositata per il territorio toscano".
Replica l'assessore regionale al commercio Stefano Ciuoffo, secondo cui in una legge sul commercio non potevano essere introdotti limiti prettamente urbanistici: "La legge urbanistica - spiega - ha però un limite forse più stringente: dice che la dimensione delle grande distribuzione o della media distribuzione aggregata viene valutata sulla scorta della sostenibilità del territorio, e quindi in base alla coerenza rispetto ai piani strutturali, e alla pianificazione più ampia che stabilisce la dimensione massima sostenibile dal sistema".
Fra le altre misure introdotte, vengono delineati percorsi di promozione e sostegno della rete commerciale tradizionale in aree comunali di particolare interesse, per valore e pregio o per particolare fragilità commerciale o presenza di fenomeni di degrado urbano: ciò porta la possibilità di esenzioni o riduzioni dei costi dei servizi e delle imposte comunali, accesso facilitato al credito e programmi di qualificazione della rete commerciale. Per il commercio su area pubblica, invece, viene semplificato il procedimento di accertamento dell'obbligo di regolarità contributiva, e introdotto l'obbligo, per il Comune, di utilizzare procedure di evidenza pubblica per individuare i soggetti cui affidare organizzazione e gestione di mercati e fiere.
Il nuovo codice soddisfa le richieste delle associazioni di categoria per quanto riguarda la somministrazione temporanea nelle sagre ed eventi simili, definiti con maggiore chiarezza: l'attività, che può essere esercitata previa presentazione di una Scia, non potrà essere affidata in gestione a soggetti diversi dagli organizzatori ed i proventi dovranno essere usati esclusivamente per fini statutari. Infine, ci si adegua alle normative nazionali ed europee per i distributori di carburante, che dovranno progressivamente dotarsi di infrastrutture per la distribuzione di gas naturale e di ricarica elettrica.