Oggi | 13 marzo 2018 11:44

Pratesi passa all'americana J2, a rischio 60 posti

«La produzione continuerà a essere fatta in Italia con materie prime italiane, ma in outsourcing». Federico Pratesi, titolare della Defi di Pistoia che finora deteneva lo storico brand di biancheria di lusso Pratesi, spiega al Sole 24 Ore oggi in edicola l'operazione che coinvolge l'azienda in crisi (10 milioni di fatturato per l'85% all'estero), e che rischia di lasciare a casa i 60 dipendenti (di cui 26 lavoranti a domicilio).

Federico Pratesi ha stretto un accordo per il passaggio del brand di lenzuoli e spugne di lusso e della rete commerciale alla società americana J2 Brands Group, che fa capo a due famiglie statunitensi interessate al retail di fascia alta. La famiglia fondatrice Pratesi, arrivata alla quarta generazione, rimarrà coinvolta nella ideazione e nella realizzazione delle collezioni, ma l'intenzione annunciata è di chiudere lo stabilimento pistoiese e di rivolgersi a laboratori che abbiano macchine tecnologicamente avanzate «oggi in grado di fare prodotti perfetti dal sapore artigianale», afferma Pratesi.

In realtà l'ipotesi avanzata da Pratesi ai sindacati è che i dipendenti creino una cooperativa di produzione, ipotesi che sembra difficile da realizzare anche se la trattativa va avanti. Intanto i sindacati hanno annunciato che chiederanno alla Regione Toscana l'attivazione dell'unità di crisi regionale.