Oggi | 2 febbraio 2018 20:19

Toscana e Emilia candidate per la ricerca nucleare

C'è anche il tandem Emilia Romagna-Toscana tra i nove candidati che alla scadenza del 31 gennaio hanno risposto al bando dell'agenzia nazionale Enea per ospitare la Divertor Tokamak Test facility (Dtt), il più grande polo nazionale di ricerca sulla fusione nucleare, destinato ad attivare investimenti per 500 milioni.

A sostegno della candidatura, la Regione Toscana ha stanziato tre milioni, mentre la vicina Emilia 25 milioni. Il luogo proposto per la realizzazione del reattore sperimentale (alto dieci metri per cinque di diametro) è il Centro di ricerca Enea del lago del Brasimone, sull'Appennino tosco-emiliano (in provincia di Bologna, ma a due chilometri dal confine con la Toscana).

L'obiettivo della ricerca sulla fusione nucleare, secondo quanto spiega Enea, è riuscire a gestire i grandi flussi di potenza prodotti dal plasma combustibile e testare nuovi materiali, come i metalli liquidi, a prova di temperature elevatissime. Lo scopo finale poi sarà mettere al servizio del pianeta la stessa fonte di energia che alimenta il sole e le stelle, grazie all'impiego di un combustibile inesauribile e facilmente reperibile: l'acqua.

Per il progetto saranno necessari 500 milioni di investimenti ed Enea stima che la Dtt potrà avere un ritorno sul territorio ospitante di circa due miliardi e impiegherà oltre 1.500 addetti, tra diretti e indotto.

Gli altri candidati sono Abruzzo, Campania, Lazio, Liguria (con due siti), Piemonte, Puglia e Veneto.