Oggi | 19 luglio 2017 12:05

Rigassificatore Rosignano, scontro Governo-Regione

Con il sostanziale via libera del Governo si riapre la partita sul rigassificatore di Rosignano. Andando contro il parere negativo espresso dalla Regione Toscana (allineata alla posizione del Comune), il Ministero dell'Ambiente ha, infatti, deciso l'esclusione dalla procedura di valutazione dell'impatto ambientale (Via) della revisione del progetto Edison (presentata nel dicembre 2015) che prevede un terminale di stoccaggio del gas naturale liquido con una capacità di 8 miliardi di metri cubi l'anno, localizzato nella parte sud del complesso industriale Solvay, e un allungamento del pontile per l'attracco non solo di navi metaniere, ma anche di bettoline.

Il documento del Ministero, che ritiene di fatto valida la Via ottenuta da Edison il 18 novembre 2010, lega l'ok al rigassificatore ad alcune prescrizioni: obbliga Edison a presentare «un dettagliato cronoprogramma degli interventi relativi allo spostamento del terminale di Etilene da Vada a Rosignano» oltre allo «smantellamento di quello esistente da dismettere, inclusa la rinaturalizzazione dell'area», intervento che dovrà avvenire «entro il termine di cinque anni» dallo smantellamento.

La partita sul rigassificatore è iniziata 15 anni fa. Il primo progetto, bocciato dalle istituzioni locali, risale al 2002; modificato nel 2005 ha incassato la Via nel 2010. Nel 2015 poi Edison ha presentato una revisione alla variante del progetto, nuovamente bocciata dal Comune di Rosignano e sulla quale, il 23 giugno scorso, anche la Regione ha espresso parere negativo. Già dieci anni fa la Regione aveva bocciato la prima versione del progetto anche perché aveva dato il via libera per il rigassificatore offshore di fronte a Livorno.

Il via libera del Ministero al progetto Edison ha acceso gli animi a Rosignano. Il sindaco, Alessandro Franchi, parlando di «decisione sbagliata e insensata perché non tiene conto delle richieste avanzate dal Comune di Rosignano Marittimo, dalla Regione Toscana e dai cittadini» annuncia che l'amministrazione farà ricorso al Tar. «Noi - dice il sindaco - siamo contrari e contraria è anche la Regione, non credo si possa fare una forzatura al territorio su un progetto di così alto impatto, è un'opera che non si può realizzare, farò tutto quello che posso per fare in modo che questo progetto non si faccia».

Intanto Serena Mancini, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle chiede le dimissioni di Franchi perché «anche se ufficialmente il Comune si dice contro il rigassificatore, di fatto, il sindaco non ha fatto i passi che avrebbe dovuto per opporsi. I lavori sul fiume Fine – continua - sono propedeutici al progetto e sono stati fatti in fretta e furia per far sì che Edison possa avviare subito i lavori, per questo porterò la richiesta di dimissioni del sindaco in occasione del consiglio comunale del 31 luglio».

Anche lo stabilimento Solvay interviene sul rigassificatore precisando, in una nota, che «il progetto in questione è gestito direttamente dalla società Edison», ma che «la sua realizzazione apporterebbe senza dubbio importanti vantaggi per tutto il sito industriale di Rosignano, facilitando l'apporto energetico (gas a basso costo) ed inducendo verso potenziali sinergie».

La fabbrica chimica annuncia che continuerà a seguire gli sviluppi relativi al progetto, «nell'ambito di un percorso di piena collaborazione con i soggetti interessati e con le istituzioni locali e nazionali».