Oggi | 28 aprile 2017 14:02

Alleanza "green" tra Sant'Anna e Valagro

Valagro, gruppo di Chieti attivo nello sviluppo e nella commercializzazione di biostimolanti e specialità nutrizionali per le piante, e la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa hanno inaugurato oggi a San Giuliano Terme (Pi) il Joint lab: si tratta di un investimento da un milione per i prossimi tre anni.

Il laboratorio congiunto si focalizzerà sullo sviluppo di biostimolanti che consentano all'agricoltore di migliorare la quantità e la qualità del raccolto, ottimizzando i consumi idrici. Tra gli obiettivi preservare la produzione, anche in carenza di acqua. L'altro fattore chiave per assicurare la buona riuscita delle coltivazioni è la disponibilità di nutrienti nel terreno: su questo fronte l'impegno del Joint lab sarà finalizzato allo sviluppo di biostimolanti capaci di incrementare la capacità della pianta di assorbire i nutrienti naturalmente presenti nel suolo, riducendo così il costo di produzione per l'agricoltore.

L'impegno di Valagro rientra in un piano di investimenti di sei milioni in tre anni, volto a rafforzare ulteriormente la crescita del gruppo.

«Grazie al laboratorio - commenta Alberto Piaggesi, development director di Valagro - svilupperemo nuovi approcci alla gestione dell'acqua e dei nutrienti per offrire soluzioni innovative e efficaci per la nutrizione e la cura delle piante». Il nuovo laboratorio può contare sulla capacità di analizzare oltre 600 campioni di Dna in un'ora, oltre ad essere dotato di 150 metri quadrati di celle climatizzate con luce Led in grado di riprodurre qualsiasi condizione climatica.

«Le caratteristiche tecniche del nuovo laboratorio congiunto, abbinate ad uno staff di oltre 20 ricercatori, fanno del laboratorio un esempio unico di integrazione tra ricerca scientifica e mondo dell'industria - dichiara Pierdomenico Perata, rettore della Scuola Superiore Sant'Anna e responsabile scientifico della collaborazione con Valagro -. Il Joint lab favorirà un'interazione spontanea, trasversale tra i due team di ricercatori, generando un vero e proprio "ecosistema" di innovazione con il trasferimento tecnologico e di "know-how" tra il laboratorio universitario e l'azienda».