Oggi | 29 marzo 2017 17:20

Firenze vieta nuovi ristoranti, bar, gelaterie

Si aggiunge un altro tassello al mosaico che porterà a vietare - con tutta probabilità da metà aprile - l'apertura di nuovi ristoranti, pizzerie, trattorie, ma anche gelaterie, bar, kebab, negozi di alimentari, di frutta e verdura e minimarket nel centro storico di Firenze, cioè nell'area Unesco delimitata dai viali di circonvallazione (5 kmq sui 102 di territorio comunale).

La Giunta fiorentina ha approvato oggi l'intesa con la Regione Toscana (che la Giunta regionale aveva varato ieri) che porterà a modificare il regolamento Unesco approvato nel gennaio 2016 vietando, in nome della difesa dell'identità culturale, l'apertura di nuovi esercizi di somministrazione di alimenti e bevande.

La "chiave" che ha permesso di dare il via all'operazione, spiega l'assessora fiorentina allo Sviluppo economico Cecilia Del Re, è il decreto legislativo 222/2016 che dà la possibilità ai Comuni di vietare determinate attività in aree delimitate, d'intesa con la Regione e sentite la Soprintendenza e le associazioni di categoria. «Con la Soprintendenza abbiamo già firmato il verbale - spiega Del Re - e anche le associazioni di categoria sono d'accordo nel mettere un divieto assoluto per un periodo limitato, tre anni appunto».

Il blocco totale si fonda sulle analisi fatte da Palazzo Vecchio, secondo cui dal 2012 (anno della liberalizzazione del commercio) le attività di somministrazione di alimenti e bevande nell'area Unesco sono cresciute del 48% e il commercio al dettaglio ha segnato +41%.

«In un chilometro quadrato dell'area Unesco - aggiunge l'assessora - si contano oggi 217 esercizi di somministrazione, contro una media di 11 esercizi che esiste nel resto della città. Questo significa che il settore alimentare ha 'mangiato' le altre attività, come quelle artigianali e artistiche».

Lo stop al "mangificio", come lo ha definito il sindaco Dario Nardella, avrà ora bisogno del via libera alle modifiche al regolamento Unesco nella Giunta fiorentina, e poi del varo da parte del Consiglio comunale.