Oggi | 18 dicembre 2016 14:51

ChiantiBanca non esce dal sistema delle Bcc


Realizzare il piano industriale, che punta a un consistente sviluppo in ambito regionale, e restare nel mondo cooperativo. ChiantiBanca ha risolto l'equazione abbandonando la strada della way out dal sistema delle Bcc, e aprendo formalmente un tavolo di confronto per aderire alla holding trentina coordinata da Cassa centrale banca (Ccb), il secondo polo bancario del sistema delle Bcc (con un centinaio d'istituti) che nascerà in alternativa a quello che ruota intorno a Iccrea (260 istituti), nel quale la banca chiantigiana presieduta da Lorenzo Bini Smaghi aveva lasciato intendere di non voler confluire fin dal varo della riforma del settore, la scorsa primavera.

La decisione, su proposta del consiglio d'amministrazione, è stata presa dall'assemblea dei soci di ChiantiBanca, arrivati in massa a San Casciano Val di Pesa (erano presenti 1.700 soci con 3800 diritti di voto, su 25mila), che in sede straordinaria hanno approvato il cambio di rotta rispetto all'opzione della way out, che avrebbe comportato il conferimento dell'attività bancaria in una nuova società per azioni, votando a larghissima maggioranza (due soli voti contrari e due astenuti), il progetto illustrato dal direttore generale Andrea Bianchi e dallo stesso Bini Smaghi.

«Abbiamo scelto di aderire al progetto alternativo di Cassa centrale banca – ha commentato Bini Smaghi - perchè ci consente di realizzare la strategia di crescita in Toscana delineata negli anni passati e al contempo di mantenere le nostre radici nella tradizione cooperativa. Il legame con Ccb è forte e di reciproca stima e fiducia – ha aggiunto -. Insieme costruiremo un gruppo solido, efficiente e dinamico». Per Bianchi «i vantaggi dell'aggregazione con la holding trentina sono numerosi: ChiantiBanca potrà dare continuità al piano industriale. Il nostro istituto potrà valorizzare il proprio ruolo e diventerà la banca più importante sotto il profilo dimensionale (25% dell'intera aggregazione, n.d.r.) fra i partecipanti alla holding; oltre a sfruttare le sinergie che derivano dalla condivisione dello stesso sistema informativo».

ChiantiBanca, con 52 sportelli, 450 dipendenti, 3,1 miliardi di raccolta (+5,2% a novembre), 2,6 miliardi d'impieghi (+1,5%) un coefficiente patrimoniale Cet1 del 13,3 per cento, si candida a diventare il punto di riferimento in Toscana del polo trentino, partecipato al 25% dalla banca cooperativa tedesca Dz Bank. ChiantiBanca non sarà la sola banca regionale toscana che aderirà al progetto Ccb (potrebbero entrare anche Castagneto Carducci e Fornacette), ma certo sarà la più grande e godrà di larga autonomia operativa, oltre a partecipare in modo sostanziale alla governance della holding.

Il gruppo Ccb, che avrà una solida patrimonializzazione (Cet1 al 20%), come hanno fatto capire Bini Smaghi e Bianchi, potrebbe decollare nella seconda parte del 2017. La trattativa con ChiantiBanca, invece, dovrebbe concludersi entro gennaio.