Oggi | 17 dicembre 2016 16:08

«Toscana terra di mafie, anche se molti lo negano»

«In Toscana resiste una impostazione culturale che tende ad escludere la presenza radicata delle maggiori organizzazioni criminali, invece in questo territorio sono tutte presenti e vi operano anche alcune mafie estere come quella cinese e nigeriana»: la denuncia arriva da Cesare Sirignano (nella foto), consigliere della Direzione nazionale antimafia, che ha tenuto ieri l'intervento introduttivo al 22° vertice antimafia che si è svolto all'antico Spedale del Bigallo, a Bagno a Ripoli (Firenze).

Al tradizionale appuntamento organizzato dalla Fondazione Caponnetto, presieduta da Salvatore Calleri, hanno partecipato, fra gli altri, il presidente del Senato Pietro Grasso e la presidente della Commissione parlamentare anti mafia Rosy Bindi.

«In Toscana le mafie non si presentano con le pistole ma con investimenti e riciclaggio di denaro - ha precisato Sirignano - e hanno struttura diversa anche rispetto a quelle che operano in regioni come la Lombardia e l'Emilia Romagna. Qui ci sono presenze molto rilevanti nel campo imprenditoriale soprattutto nel settore immobiliare, delle scommesse, del gioco d'azzardo. E' giusto non esaltare la presenza delle mafie in questo territorio per non stravolgerne l'identità, ma non possiamo avere gli occhi bendati. Il capitale illegale, inserito nel circuito economico, determina concorrenza sleale, chiusura di attività e perdita di posti di lavoro. L'intera comunità cede così il proprio diritto all'autodeterminazione».