Oggi | 22 giugno 2016 17:45

Botta e risposta Nogarin-Rossi sull'area di crisi

Corrispondenza al vetriolo tra il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, e il presidente toscano, Enrico Rossi, sui lavori di pubblica utilità , una delle misure previste dalla Regione per risollevare l'area di crisi livornese: il primo cittadino chiede di modificare il bando del maggio scorso, evidenziandone le criticità; il governatore risponde piccato annunciando la convocazione della cabina di regìa per fare il punto sugli interventi attuati finora.

Sono principalmente due le critiche mosse da Nogarin sul bando per i lavori di pubblica utilità, che dovrebbe favorire l'inserimento lavorativo, anche in enti pubblici o partecipate, dei disoccupati dell'area di crisi livornese (Comuni di Livorno, Collesalvetti e Rosignano). La prima critica riguarda la (limitata) possibilità degli enti pubblici di assumere personale, a causa dei limiti stabiliti dalla legge; la seconda critica è di natura finanziaria: il 65% del costo del lavoratore sarà a carico delle Regione, ma la parte rimanente - sottolinea il sindaco - dovrà essere reperita dai Comuni all'interno dei propri bilanci.

Per questo, dopo aver parlato con i Comuni di Collesalvetti e di Rosignano e con l'Autorità portuale di Livorno, il sindaco ieri ha chiesto alla Regione di «individuare in tempi rapidi modalità alternative al bando pubblicato, per consentire interventi immediati sul territorio a favore dei lavoratori».

Oggi è arrivata la risposta del presidente Rossi, che annuncia «a breve» la riunione della cabina di regia per «illustrare i risultati positivi della call di Invitalia per le manifestazioni di interesse a investire nel territorio dei tre comuni interessati e per annunciare la riapertura del bando regionale per i protocolli di insediamento».

«Sarà quella l'occasione - continua Rossi - per confrontarci, di nuovo, anche sui lavori di pubblica utilità», definiti «una misura sperimentale che la Regione ha attivato su richiesta delle organizzazioni sindacali territoriali delle aree di crisi e per offrire un sostegno ai lavoratori privi di reddito, verso i quali dovrebbero operare le competenze sociali dei Comuni».

Il bando per i lavori di pubblica utilità ha tenuto conto – conclude Rossi – «delle richieste dei Comuni, sia aumentando il contributo regionale rispetto a quanto ipotizzato inizialmente, sia allargando il ventaglio dei soggetti che possono essere coinvolti ».