Oggi | 12 aprile 2016 12:24

I ricercatori pisani presentano nuove scoperte

Giornate di successi per i ricercatori pisani: uno studio sulle resistenze batteriche, condotto nei laboratori dell'unità operativa di Microbiologia dell'Aoup è stato selezionato ad Amsterdam durante il congresso europeo di settore, mentre lo studio su un modello matematico per decifrare le emozioni, e soprattutto la comunicazione tra cuore e cervello, è stato appena pubblicato su Philosiphical Transaction of the Royal Society.

Il primo lavoro, realizzato da Cesira Giordano, biologa specializzanda in Microbiologia e virologia all'Università di Pisa, nasce dalla proliferazione del batterio Klesbiella pneumoniae, batterio killer che sta creando problemi negli ospedali. Per combattere l'espandersi del batterio, erano stati usati i carbapenemi, una classe di antibiotici di ultima generazione, ma in realtà i risultati non sono stati positivi: così è stato deciso di inserire la colistina (vecchio composto antimicrobico che agisce interrompendo la membrana batterica) ma anche in questo caso l'aumento dell'utilizzo del vecchio composto antimicrobico ha aumentato la resistenza del Klesbiella pneumoniae.

Lo studio pisano dimostra che questa resistenza, finora considerata sovrastimata dai rilevatori meccanici (come l'antibiogramma, un esame che permette di valutare se un batterio è sensibile a un determinato antibiotico), è invece sottostimata (i macchinari possono "travisare" la suscettibilità dei germi a questo principio attivo dando come risultato "sensibile" quando invece l'agente patogeno è "resistente") e dunque serviranno ulteriori associazioni di farmaci per risolvere il problema.

Per quanto riguarda il secondo lavoro, il gruppo di ricerca ha definito un algoritmo per studiare le attivazioni corticali legate a segnali elettroencefalografici, combinate insieme a quelle del sistema nervoso autonomo legate all'analisi di segnali cardiovascolari derivati dall'elettrocardiogramma, per lo studio di differenti stati emozionali. La sperimentazione condotta da un team di bioingegneri ha coinvolto un gruppo di volontari sani ai quali sono state mostrate immagini con valenza emotiva - positiva, negativa e neutra - il cui effetto è stato monitorato sottoponendo i soggetti a elettroencefalogramma ed elettrocardiogramma.

«Dati i limiti computazionali degli algoritmi utilizzati sinora - ha concluso il ricercatore pisano Gaetano Valenza - le precedenti ricerche sono state prevalentemente focalizzate sull'analisi separata delle dinamiche cuore-cervello, senza tenere conto delle numerose e complesse vie d'interazione tra i due sistemi, mentre le nuove conoscenze scaturite da questo studio sono destinate ad avere notevoli ripercussioni nella psicologia clinica, psichiatria, e dei disordini mentali in generale, aprendo le porte a nuove tecniche diagnostiche e prognostiche».