Oggi | 2 febbraio 2015 09:06

L'export toscano continua a crescere


Prosegue nel terzo trimestre 2014 la crescita delle esportazioni toscane, il cui valore è aumentato del 5,1% rispetto allo stesso periodo del 2013 , e dunque ad un ritmo decisamente superiore rispetto alla media nazionale (+2,2%) e alle principali regioni esportatrici.

E' quanto emerge dal report "Il commercio estero della Toscana" realizzato da Unioncamere regionale.

Il traino dell'export consente alle imprese manifatturiere esportatrici di realizzare una crescita del proprio fatturato complessivo (+1,9%) e di limitare la flessione produttiva (-0,5%), a fronte di andamenti decisamente negativi per le imprese operanti sul solo mercato nazionale tanto in termini di fatturato (-3,4%) che di produzione (-3,1%). Il canale estero alimenta inoltre anche gli ordinativi ricevuti dalle imprese toscane (+1,1% per quelli provenienti dai mercati internazionali), mentre la flessione degli ordini nazionali resta significativa (-4,9%).

«Gli ultimi dati sul commercio estero – sottolinea Andrea Sereni, presidente di Unioncamere Toscana – confermano ancora una volta il ruolo di sostegno alla crescita proveniente dai mercati esteri, che nel trimestre in esame ha interessato soprattutto il continente americano (Stati Uniti e Messico) ed i paesi europei extra Unione (Turchia e Svizzera)».

A livello settoriale, le esportazioni della Toscana continuano ad essere sostenute dalle vendite di beni strumentali (+8,1%) e beni di consumo non durevoli (+4%), cui si affianca un consistente balzo in avanti nel trimestre nel valore delle esportazioni di prodotti petroliferi raffinati (prodotti energetici +73,8%). Migliora ulteriormente l'andamento delle vendite di beni intermedi (+6,9% al netto dei metalli preziosi), mentre proseguono le difficoltà per i beni di consumo durevoli (-16,0%), a causa dell'ulteriore pesante contrazione dei flussi commerciali di prodotti di oreficeria in Africa e soprattutto in Medio Oriente.

Tra i settori con le migliori performance nel terzo trimestre, dopo cantieristica (+22,5%) e macchine di impiego generale (+11,1%) si trovano gli autoveicoli (+17,5%), e i prodotti della meccanica strumentale (+2,8%).